sabato 6 dicembre 2014

Corinne au Cap Misene








Corinne au Cap Misene
Una struggente scena d’amore sul nostro promontorio



Capo Miseno ed i Campi Flegrei sono lo scenario di un famoso quadro che ha meritato anche l’emissione di un francobollo da parte delle poste francesi. Parliamo di un dipinto ad olio su tela di grandi dimensioni; un formato solitamente riservato per pitture che raffigurano scene storiche importanti come una battaglia, il coronamento di un re, soggetti religiosi o letterari.
L’autore è François Gérard, un pittore nato a Roma nel 1770 e morto a Parigi nel 1837. Egli è autore di numerosi ritratti di famosi personaggi del suo tempo, come ad esempio Juliette Récamier, famosa “salottiera” dell’epopea napoleonica.
Il dipinto è commissionato nel 1818 dal principe Augusto di Prussia, amante di Juliette, per rendere omaggio alla loro comune amica Madame de Stael, che è appena morta.
Augusto e Juliette chiedono al pittore di illustrare un episodio tratto da un libro di Madame de Stael, un romanzo cui si sentono molto vicini perché ricorda loro la propria storia.
Il libro è stato pubblicato nel 1807, l’anno in cui si sono incontrati, e narra l’amore appassionato ma impossibile tra due eroi, Corinne e Oswald.
Dal 1794 al 1803, durante in viaggio in Italia, Madame de Staël compila un diario, che utilizza poi per scrivere un romanzo autobiografico ambientato nel nostro paese, Corinne ou l'Italie, ritenuto il primo romanzo della letteratura femminile dell'Ottocento. Tale opera approfondisce il tema delle identità culturali europee e, come suggerisce il titolo, protagonista è sì Corinna, l'improvvisatrice del “teatro dell’arte” che si ispira alla omonima poetessa greca, ma anche l'Italia stessa.
Corinna o l'Italia è stato per tutto l'Ottocento un romanzo discusso e amatissimo, tradotto e ristampato in tutta Europa, da cui sono state tratte edizioni illustrate, libretti d'opera, musiche, balletti, vere e proprie mode. Narrazione dell'ideale romantico di amore, Corinna rimane ancora oggi un'opera di notevole grazia e di estrema intelligenza critica.
In breve la trama. Sul finire del XVIII secolo un giovane nobile scozzese, Lord Oswald Nelvil, vive un momento di acuta depressione, dopo la perdita del padre, e crede che egli stesso sia stato la causa accelerante della sua dipartita. Consigliato dai medici intraprende un viaggio in Italia, grazie anche alla pausa forzata di un anno che registrano le attività militari del reggimento di cui è a capo.
Arrivato a Roma, la sua profonda amarezza non trova consolazione nella visita della città, non essendo incuriosito da niente; ma un giorno si imbatte nel singolare corteo che sta portando una donna all’incoronazione poetica in Campidoglio. Viene a sapere che si chiama Corinna e riesce a farsi notare da lei. Corinne è una giovane italiana, ammirata per la sua cultura e il talento poetico. Gli italiani si affollano per ascoltare le sue improvvisate, le sue uscite pubbliche avvengono su un carro trionfale, come per i filosofi dell’antichità. Conduce una vita di libertà per una donna del suo tempo, senza costrizione sociale, e ribadisce la volontà di esistere come scrittrice ; così come auspica Madame de Stael che si immedesima nel personaggio di Corinne.
Il loro è un amore tormentato e destinato a finire tragicamente con la morte della fanciulla. Le peripezie sentimentali dei due protagonisti sono in realtà l'occasione per intessere una trama in cui la vera protagonista è l'Italia, che Madame de Staël descrive con sguardo incantato nei suoi paesaggi, le sue glorie artistiche e i suoi costumi. Oswald è sedotto dalla intelligenza, la sensibilità e la bellezza di Corinne, ma ben ricorda la promessa fatta a suo padre di sposare una donna inglese.
Corinne realizza il suo tragico destino durante un’improvvisazione che ha come scenario Capo Miseno ed il golfo tanto decantato da Virgilio. Qui Corinne ha preparato balli e musica. Va a sedersi alla fine del promontorio su di uno sperone a picco sul mare. Oswald si affretta a seguirla, ed è vicino a lei; gli spettatori che li accompagnano ben presto invocano Corinne ad improvvisare in questo bellissimo posto.
Le alture ricevono ancora gli ultimi raggi del giorno ma la luce della luna di già impreziosisce il suo volto dolce e puro; la fresca brezza marina agita i capelli pittorescamente e la natura sembra compiacere la vista.
Corinna ha appena iniziato a recitare un lungo poema per l’uomo che ama, ma è improvvisamente colta da un’emozione irresistibile.
Nonostante la serata inebriante l’eroina capisce che il suo è un amore impossibile, condannato alla disperazione. Pensa che Oswald, ora li, potrebbe non esserci per sempre; allora le lacrime iniziano a scorrere dai suoi occhi.
E’ troppo emozionata per continuare e quindi poggia la sua cetra, gira la faccia a un cielo e paesaggio minaccioso; il Vesuvio, il fumo sullo sfondo, il tutto in una luce lunare che riflette l’emozione che in quel momento la travolge.
Le stesse persone che sono venute ad applaudirla con tanto rumore ora rispettano il suo turbamento; tutti attendono in silenzio le sue parole per poter condividere i suoi sentimenti.
La giovane decide di raccontare a loro e ad Oswald la sua storia e rivelare la sua vera identità: Corinne è solo uno pseudonimo preso in prestito da una poetessa della Grecia antica.
Il tempo sembra congelato, la sua confusione è totale, incapace di pensare. Dalla cima della piccola collina che si protende nel mare, e forma Capo Miseno, si scopre il Vesuvio; il golfo di partenopeo; Capri, Nisida, Procida e Ischia che lo punteggiano; la campagna che si estende da Napoli fino a Gaeta. Infine la regione del mondo in cui i vulcani hanno lasciato il maggior numero di tracce con la Storia e con la Poesia ; questa stessa campagna flegrea è l’immagine delle passioni umane: sulfurea e fertile, i suoi pericoli e i suoi piaceri sembrano nascere da vulcani di fuoco che danno tanto calore ma sono anche rombi di tuono sotto i nostri piedi.
Il paesaggio che Gérard ci mostra nel quadro tuttavia non riflette pienamente la realtà ; l’artista si era basato sul testo di Madame che aveva descritto un paesaggio immaginario.
Quando Juliette Récamier visita i luoghi della presunta scena si rende conto che il Vesuvio è appena visibile da dove si trova. Ma lei ha convenuto che Gérard ha fatto bene a richiamare le descrizioni dirette della sua amica scrittrice perché anche lei su quella rocca sente aleggiare miti e misteri che hanno permesso di immortalare in eterno l’incanto dei Campi Flegrei.
Il principe Augusto di Prussia dona poi il quadro a Juliette Récamier, che si trasferisce con lui al Abbaye-aux-Bois, in ricordo della loro storia d'amore e Juliette decide, nel suo testamento, che dopo la sua morte il quadro sarebbe stato dato al museo di Lione, sua città natale. Ed è qui che si trova e lo si può ammirare.
Nel 1837 lo scultore Edmé Gois realizza un busto, ora esposto al Louvre di Parigi, a rappresentazione di Corinne eponima eroina del romanzo di Madame de Staël.
Il 22 ottobre del 1960 le poste francesi emettono un francobollo commemorativo di Madame de Stael e il bozzetto, creato dall’incisore Mazelin, la riprende nella veste di musa misenate. La busta del primo giorno d’emissione riporta l’intero quadro di Gerard.

Giuseppe Peluso