lunedì 12 ottobre 2015

EXPO MILANO 1906



Esposizione Universale di Milano del 1906

La partecipazione dell’Armstrong di Pozzuoli

Milano, sede della EXPO 2015, non è nuova ad un evento del genere. La città infatti già nel 1906 ospita una grande mostra, riconosciuta come una delle prime Esposizioni Universali [1].

Esposizione, quella del 1906, che vede l’indiretta presenza di Pozzuoli, delle sue maestranze e della sua laboriosità attraverso la partecipazione dell’Armstrong.

Dalla seconda metà dell’ottocento le grandi città sono protagoniste e palcoscenico di esposizioni organizzate con l’intento di far conoscere, al grande pubblico, prodotti e tecnologie della nascente e moderna era industriale.
La prima è Londra che nel 1851 organizza una “Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations” in Hide Park dove è costruita una struttura in ferro denominata Crystal Palace. Seguono altre tra cui Parigi nel  1889  con la sua “Exposition Universelle” e la Torre Eiffel che è ancora là a suo ricordo.
Milano già precedentemente è protagonista di attività fieristica; nel 1881 con “L’Esposizione Nazionale”, un evento importante per la storia di Milano e d’Italia, a soli nove anni dall’unità, e nel 1894 con “Le Esposizioni Riunite” che, seppure con risultati leggermente minori rispetto alla manifestazione del 1881, serve a ravvivare le energie in un momento di crisi per le industrie nazionali.

Promotori e fautori dell’organizzazione dell’Esposizione Internazionale di Milano 1906 sono, nel 1901, la Lega Navale e l’Associazione Lombarda dei Giornalisti, che propongono una grande Mostra sui mezzi di trasporto per acqua. In seguito viene l’idea di associare la realizzazione dell’Esposizione alla data memorabile del completamento del traforo alpino del Sempione. Questo porta ad un ripensamento dell’Expo, che assume un carattere di universalità nel campo del lavoro e un’estensione mondiale nelle partecipazioni.
L'esposizione diventa subito un evento di grande portata e finisce per ospitare anche grandi rappresentanti dell'agricoltura, delle scienze, del sociale, tanto da passare alla storia come la prima Esposizione Universale Italiana. Essa si snoda tra circa 200 padiglioni su una superficie espositiva, compresa tra il Parco del Sempione e la nuova piazza d'Armi, di un milione di mq e vede la presenza di circa 10 milioni di visitatori giunti da ogni parte del mondo. Come quelle di Londra e di Parigi anche questa Esposizione lascia una traccia del suo passaggio con la costruzione dell'Acquario Civico, ancora oggi una delle costruzioni più rappresentative.
L'esposizione di Milano sancisce la rinascita sociale ed economica della città, consacrandola a capitale industriale italiana. 

L’Esposizione è inaugurata a Milano il 28 aprile del 1906 [2] e dura fino all’11 novembre dello stesso anno. Il tema dell’Esposizione è “La scienza, la città e la vita”. Questo titolo è emblematico del fatto che a differenza di tutte le precedenti Esposizioni Universali ottocentesche, che si erano limitate a esibire macchinari e prodotti, ora si mettono, per la prima volta al centro gli uomini, la società, il lavoro, con tutte le possibili evoluzioni non solo tecniche ma anche sociali.
Centinaia gli edifici che ospitano l’Esposizione e che sono stati progettati dai migliori architetti dell’epoca in uno stile moderno; un liberty in una versione non molto rigorosa, e neppure raffinata.
Per l’Esposizione sono costruiti più di 120 tra caffè, buvette e ristoranti. Un esempio di innovazione portata dall’Esposizione è rappresentata dalla presentazione di una nuova tipologia di ristoranti, i self service che nascono grazie ad una intuizione dell’epoca.

Questa esposizione vede la partecipazione della italo inglese Armstrong che nel 1886 ha impiantato a Pozzuoli proprie officine per la costruzione di artiglierie navali.
Nel 1903 questa fabbrica, ancora filiale della casa madre “WG Armstrong Mitchell & Co. Elswick Works”, per combattere e risolvere la concorrenza del gruppo siderurgico guidato dalla “Terni”, fa un accordo con la ditta Ansaldo di Genova. Nasce così la Gio. Ansaldo-Armstrong Whitworth & C. Ltd.  che diventa la più grande industria meccanica italiana specializzata nella produzione bellica; con una capacità di impiego di 16 mila operai.
Con questa ragione sociale la grande fabbrica partecipa all’expo milanese andando ad occupare un bellissimo edificio a lei dedicato; esattamente il 17° padiglione in Piazza d’Armi, progettato dall’architetto Brongi [3-4-5].




Due sono le bocche da fuoco che questo stabilimento espone al naturale; un cannone da 102 mm su affusto navale ed un cannone da 76 mm da campagna, su affusto a deformazione. Presenta, inoltre, una interessante serie di modelli e di disegni, comprendenti un tubo di lancio subacqueo, diversi impianti corazzati, un affusto a scomparsa ed un meccanismo di chiusura per cannone a tiro rapido da 76 mm.
Nel padiglione sono esposte foto, progetti e modelli di tutte le artiglierie in produzione che poi sono riportate nell’opuscolo “Lo Stabilimento Armstrong di Pozzuoli all’Esposizione di Milano – 1906” [6] che il personale di servizio, tra cui molti operai puteolani, distribuisce ai numerosi visitatori e delegazioni internazionali.

Una dettagliata descrizione dei pezzi d’artiglieria esposti la si trova ugualmente nella dispensa “I Materiali d’Artiglieria all’Esposizione Internazionale di Milano del 1906”, che riporta anche le bocche da fuoco esposte da altri fabbricanti, italiani e stranieri.
La stessa Armstrong stampa e distribuisce una cartolina commemorativa dell’avvenimento riportando, sulla stessa, la foto del pezzo da campagna da 76/84 con tutte le sue caratteristiche [7].


I prodotti della Armstrong sono comunque presenti anche nei padiglioni in cui espone la Regia Marina Italiana alla quale è riservato un posto d’onore nella sezione “Trasporti Marittimi e Fluviali”.
L’interessante opuscolo “La Regia Marina Italiana all'Esposizione di Milano 1906” riporta che affinché nessun servizio sfugga all' attenzione del visitatore, il materiale esposto dalla Marina è ordinato nelle seguenti classi:

Cartografia — Costruzioni di terra ferma — Progetti di navi e studi — Costruzione dello scafo ed annessi — Motrici e macchinari — Armi e difese — Impianti elettrici — Segnalazioni — Igiene e servizi sanitari — Istituti, materiale scientifico, pubblicazioni — Mostra retrospettiva.

In particolare nella sezione Armi e Difese  sono descritti e raffigurati i cannoni a retrocarica in servizio e qui si nota che quasi tutti i modelli sono prodotti dall’Armstrong di Pozzuoli.

Partendo dal calibro più basso l’opuscolo riferisce che sulle navi più moderne il cannone da 76 mm. sostituisce i calibri da 37, 47, 57 che non verranno più riprodotti. Aggiunge che parte di questi cannoni da 76 mm. sono forniti dalla Armstrong di Pozzuoli, e parte dalle Officine di S. Vito.
Passa poi a descrivere il cannone da 120 mm. che è l’unico non costruito a Pozzuoli ma aggiunge che queste bocche da fuoco sulle navi moderne non si useranno più..
Viene poi il cannone da 152 mm. e riferisce che questi pezzi, forniti alla Marina in gran parte da Armstrong, costituiscono l'armamento secondario delle nostre navi.
Si passa al cannone da 203 mm. che costituisce l'armamento principale delle ultime nostre navi e sono tutti torniti dalla Ditta Armstrong.
Il cannone da 305 mm. costituisce l'armamento di grosso calibro di tutte le ultime nostre navi e sono stati forniti alla Marina dalla Ditta Armstrong [8].    


Vicino al padiglione Ansaldo-Armstrong troviamo quello della città di San Pier d’Arena, uno dei pochi che non sia in Liberty. Esso ha riferimenti talmente espliciti alla propria attività, ovvero la cantieristica navale principale attività di questa cittadina che nel 1926 sarà annessa dalla vicina Genova, da assumere un effetto terribilmente “kitsch”.

Fa piacere ricordare che questa cittadina in quegli anni è particolarmente legata alla Lega Navale che, come riferito, è tra le prime promotrici della Esposizione Internazionale. Tra l’altro a Sanpierdarena ancora esiste una bella palazzina in stile Liberty/Marine già sede della locale Lega Navale

Giuseppe Peluso - Notiziario CSTN - Lega Navale - Giugno 2015

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